Rosmarino

rosmarinoIl termine Rosmarino deriva dal latino Ros marinus, nome coniato da Plinio che significa “rugiada marina”, per indicare una pianta, che cresceva spontanea sulle coste marine, dal colore azzurro cupo dei suoi fiori, che riprendevano il colore del mare.

La pianta del rosmarino era nota a Greci e Romani (Plinio, Galeno e Dioscoride ne descrissero le virtù). Variamente usata con funzione simbolica e rituale anche presso gli Egizi, come ad esempio nelle cerimonie nuziali a significare fedeltà, aveva altresì un largo impiego alimentare e officinale.

Fin dall’antichità erano conosciute le importanti proprietà del rosmarino di tipo antisettico, lenitivo, antibatterico, astringente, stimolante e tonico, diuretico, carminativo, colagogo, espettorante.

Questa pianta Solare scalda, corrobora, tonifica, disintossica e regola la funzione epatica, infatti non esiste pianta che incida più del rosmarino sul metabolismo epatico. Anche sulle vie biliari apporta i suoi effetti benefici, in quanto agevola la coleresi e aiuta la disintossicazione. L’attività biologica del rosmarino pare essere quella di modulazione dell’attività epatica, nel senso di una stimolazione fisiologica pronta ed efficace, ma commisurata allo stato di sofferenza in atto. Perciò il rosmarino può essere utilizzato negli stati adinamico-congestizi del fegato sia a carattere infiammatorio che tossico.

Importante e benefica è anche la sua attività stimolatrice a livello gastrico e duodenale, specialmente nei soggetti adinamici e linfatici.

Inoltre, grazie alle proprietà toniche, astringenti, diaforetiche ed espettoranti delle sostanze contenute nel rosmarino, infusi di questa pianta erano anticamente prescritti per curare diverse patologie: depressione, emicranie, spasmi muscolari, reumatismi, lividi, piaghe e ferite, gotta, mal di denti, calvizie.

Per le qualità descritte il rosmarino è dunque un tonico generale, soprattutto un cardiotonico, si impiega quindi nelle debolezze generali, sia fisiche che psichiche e nelle affezioni del sistema nervoso, specialmente nei casi di perdita di memoria.

La miscellanea delle erbe descritte agisce nei casi di difetto della vis vitalis che regge la funzione dell’elemento acqua nell’organismo, per cui quando si presentano segni generali di riduzione dell’energia renale e surrenale e altresì delle ghiandole deputate alla generazione. La miscellanea opera inoltre sul terreno dell’elemento acqua, ne equilibra l’invadenza, e perciò risolve i segni eccessivi di umido-freddo a livello costituzionale, che determinano rilassamento, atonia, tendenza al collassamento delle funzioni surrenali, generative e nervose. La miscellanea agisce infine sul complesso urogenitale, sulla componente nervosa dell’elemento acqua e sul quadro comportamentale relativo.