Dolomite

dolomiteNegli ultimi anni sempre più persone presentano un quadro di sintomi comuni che vanno da generici fastidi funzionali neurovisceromotori a spasmi viscerali veri e propri, ai quali si associano ipereccitabilità e crampi muscolari, tetania, tremori, formicolii, cefalee continue, inoltre questi sintomi sono completati molto spesso dalla presenza di iperventilazione e conati interni, da ansia profonda, da angoscia, da senso di morte imminente, da perturbazione del sonno, da fatica cronica invalidante. Si reputa non meno del 20% della popolazione italiana sia interessata da almeno un gruppo dei sintomi descritti e che gli interessati siano in continuo aumento.

Nella sindrome descritta la persona è afflitta da spasmi di diversa natura, spesso incontrollabili, riconducibili ad una ipereccitabilità dei sistemi nervoso centrale, vegetativo e muscolare, che produce il quadro tipico di “spasmofilia”, ossia di propensione allo spasmo, alla contrazione convulsa e incontrollata dei vari distretti muscolari, organici e nervosi, e al successivo stato depressivo di rilascio. Alla radice del disturbo, in genere, vi è una personalità di tipo nevrotico, avente propensione ansiosa e depressiva, perciò la base costituzionale e temperamentale predispone alla spasmofilia, ma non la produce direttamente. Se la base psicologica e nervosa del quadro spasmofilico è importante, si rileva altrettanto importante il quadro neurovegetativo e umorale, da cui derivano gli squilibri e le ripercussioni sulle condizioni nervose superiori e sul comportamento psichico e morale. La spasmofilia è polimorfa, ma le basi biologiche hanno un’importanza maggiore rispetto alle cause psichiche, in quanto l’igiene di vita delle persone è oggi decisamente degradata, perché ha subito una profonda alterazione specialmente negli ultimi 30-40 anni. Lo stress cronico, la distonia neurovegetativa, che produce un’alterazione digestiva conseguente, le erronee abitudini alimentari, determinano alterazioni profonde del terreno umorale nel senso di una acidificazione molto debilitante, per la quale si ha una perdita massiccia di sali minerali, le cui basi sono calcio, magnesio e zinco, e, allo stesso tempo, c’è accumulo di potassio. In questo modo si produce l’inversione del funzionamento del sistema nervoso simpatico, da cui deriva una forte inclinazione agli spasmi organici globali. A livello umorale, negli spasmofili si riscontra una drastica riduzione del calcio disponibile, associata ad una carenza generale di magnesio, inoltre si rileva un deficit del metabolismo epatico della vitamina D3, che fissa e gestisce il calcio, infine è presente, in forma secondaria, anche una certa carenza dello zinco e del fosforo sanguigno. Questi deficit dipendono da insufficiente ingestione delle sostanze minerali opportune, dalla loro insufficiente assimilazione, dal dispendio eccessivo delle stesse. Ad esempio, in casi particolari come la gravidanza, stati di malattia, nell’uso di certi farmaci, in caso di stress cronico, o nelle situazioni di acidificazione umorale, che determina un’alterazione neurovegetativa, si ha una perdita abbondante di minerali basici come il calcio e il magnesio.

Il recupero della sindrome di spasmofilia dipende dal grado di gravità della stessa e dalla sua cronicità, ma si può considerare un disturbo funzionale psiconeurovegetativo, che ha profonde basi viscerali. Certamente è meglio affrontare la spasmofilia su tre piani: quello psico-morale, quello neurovegetativo, quello umorale. Le componenti nevrotiche, l’angoscia, l’ansia e il panico, l’isteria o la depressione, vanno trattate anche psicologicamente, occorre vedere se vi sono “nodi nell’anima” da sciogliere, se esistono nella persona conflitti interni o esterni irrisolti, se le paure accusate presentano qualche causa reale oppure sono sole immaginarie, ecc.. Parallelamente all’esame e al trattamento psiconervoso adatto, occorre intervenire profondamente sulle basi biologiche della spasmofilia, le quali, quando vengono trattate, danno riscontri superiori all’80% nella risoluzione completa della sindrome. A fianco delle correzioni dell’igiene alimentare e digestiva, occorre reintegrare le sostanze minerali mancanti nella forma opportuna, per ristabilire l’adeguata condizione basica del terreno umorale della persona. A quest’ultimo proposito risulta importante ristabilire, in primis, l’adeguata e bilanciata presenza di calcio-magnesio, cioè di CAL-MA, attraverso l’assunzione di sostanze che non associano a sé altri problemi come i prodotti caseari.

Una sostanza fondamentale in questo caso è la Dolomite, un sedimento marino formatosi in milioni di anni, ricco di calcio, 23-25 %, e magnesio, 12-14%, associati nella proporzione ideale di due parti di calcio e una parte di magnesio. La composizione perfettamente bilanciata di bicarbonato di calcio e bicarbonato di magnesio, non reca con sé elementi inopportuni, come grassi o sostanze che danno intolleranze e allergie, perciò rende la Dolomite particolarmente adatta per l’integrazione alimentare, anche in casi particolari, come ad esempio l’ipotiroidismo, spesso presente nei soggetti spasmofili, perché presenta la migliore sinergia del magnesio che equilibra l’effetto del calcio. Se il calcio è assunto da solo o con alimenti e prodotti sbilanciati in magnesio, come quelli caseari, può accumularsi e depositarsi, fino ad interferire con diverse funzioni fisiologiche, ma associato in modo adeguato con il magnesio, in composizione bilanciata, non solo non produce gli effetti suddetti, ma gli stessi vengono risolti se sono presenti. Nell’organismo tutti gli elementi funzionano in armonia e sinergia, complementandosi l’uno con l’altro, perciò quando si integra l’alimentazione occorre, possibilmente, fornire due elementi opposti e complementari, sinergici e amici, come è il caso del calcio e del magnesio, i quali assunti isolati sono meno assimilabili o possono favorire l’insorgenza di problemi.

Il magnesio è amico del calcio perché ne sinergizza l’azione e viceversa, il calcio non va perduto né viene depositato, così non interferisce nei processi, mentre il magnesio viene utilizzato al meglio e depositato con più efficacia. Dunque affinché il calcio e il magnesio funzionino a dovere devono essere sinergizzati, se si assumono prodotti equilibrati non vi sono problemi di alterazione, in questo senso la Dolomite offre garanzia ed efficacia unica, quando poi è associata a complessi di oligoelementi e vitamine, come nel caso specifico della polpa d’ostrica, che agisce sulle ghiandole surrenali, produce effetti straordinari. In particolare, la Dolomite è molto efficace per l’equilibrio del sistema nervoso, per mantenere l’umore alcalino, per risolvere situazioni di stress profondo. La Dolomite inoltre è la migliore fonte naturale di calcio e magnesio bilanciati, facilmente assimilabili, presenta una composizione e una struttura analoga alla roccia delle Dolomiti, la cui “sabbia” presenta la proporzione ideale di CAL-MA, nella forma più digeribile, e quando viene organicata con l’ostrica ha effetti riequilibranti notevoli negli stati tetanici e spasmofili generali, negli squilibri del sistema neurovegetativo, nelle alterazioni del sonno.