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Esistono più fattori di igiene utili a far fronte allo stress e al recupero di un adeguato stato vitale, dopo avere attraversato le diverse fasi della sindrome generale di adattamento. Certamente il primo elemento è lo stato virtuoso dell’anima, la sua impassibilità, e perciò la sua invulnerabilità, che consente una completa separazione del soggetto da ogni passione e perciò anche da tutti gli stati di ansia, perturbazione, paura, agitazione, ecc., cioè da quegli elementi che costituiscono i fattori logoranti primari della vitalità, e indirettamente delle ghiandole surrenali. Per raggiungere questo stato non sono sufficienti pratiche esteriori, come la meditazione sulle facoltà, il rilassamento corporeo o psichico, o la visualizzazione o l’autoipnosi, come viene suggerito impropriamente da diverse fonti. Queste pratiche, al massimo, danno temporanei sollievi ad alcuni sintomi, ma creano dipendenza e non risolvono alla radice il problema. Invece di bilanciare lo stress prodotto con pratiche illusorie temporanee, occorre togliere il supporto alla sua presa, perciò la disciplina della virtù morale è indispensabile, ma questa non viene pressoché mai indicata, perciò si perseguono vie esteriori che procedono sulla stessa linea esteriore dello stress, determinando un circuito vizioso senza uscita.

Un secondo elemento è dato dalla condotta temperata della persona in senso globale, in particolare dal seguire un corretto regime di igiene naturale. A nulla valgono le tecniche volte a destressare l’organismo e la psiche, a rigenerare gli organi, a riparare i guasti, a ripristinare le scorte, 35

se non si pianifica e non si segue un regime di vita naturale che non genera stress, tutto è vano ed effimero, se la persona non vive in accordo con la sua natura. I trattamenti rilassanti, i massaggi che contrastano gli effetti prodotti dallo stress, le tecniche respiratorie, gli esercizi meditativi, non hanno alcuna vera efficacia se il soggetto non è deciso a vivere in accordo con la sua vera essenza e a rispettare la misura della costituzione vitale della sua persona.

In questa sede non possiamo trattare dei due elementi fondamentali indicati, ma ci occupiamo esclusivamente di indicare sostanze atte a ripristinare le funzioni vitali, nel quadro di un corretto regime di igiene naturale, sostanze specialmente atte a ricostituire le funzioni delle ghiandole surrenali. Esistono molti elementi nutrizionali ed erboristici adatti a nutrire la vitalità e la struttura delle surrenali, ma noi ci occuperemo di fattori di origine alimentare, basilari per il regime salutare. Secondo linee mediche attuali, la salute delle surrenali deve prevedere l’assunzione, nel giusto equilibrio, di potassio e sodio, delle giuste dosi di vitamina C, di vitamina B6, di zinco, di magnesio e di acido pantotenico. Queste sostanze, se non sono sufficientemente presenti nell’alimentazione, devono essere integrate, specialmente l’acido pantotenico, la cui carenza causa stanchezza più o meno profonda, disturbi del sonno, nausea, mal di testa e, in particolare, ipofunzionalità delle ghiandole surrenali e atrofia. Certamente un elemento erboristico di sostegno per le surreni è il ginseng siberiano, diverso dal panax ginseng, ma non può essere considerato un vero tonico, piuttosto è un elemento che esercita una “resistenza”, un “adattamento” non specifico dell’organismo, perciò rientra nelle sostanze “adattogene”. Un altro elemento che viene somministrato in caso di debolezza delle ghiandole è l’estratto delle surrenali bovine, dell’intera ghiandola o della sola parte corticale, in taluni casi l’estratto viene integrato con una combinazione di sostanze adatte nei casi di palese ipofunzionalità delle surrenali.

Le qualità e l’efficacia del mollusco dell’ostrica, nella sua forma essiccata, perciò concentrata, presenta caratteri superiori alle diverse sostanze citate, infatti nella polpa d’ostrica è raccolto l’insieme più completo e bilanciato delle sostanze funzionali all’igiene delle ghiandole surrenali, sia per il mantenimento della loro fisiologia, sia per il recupero di stati deficitari, dovuti alla permanenza dell’organismo nelle diverse fasi della sindrome generale di adattamento. Le ostriche possono essere considerate 36

le “regine” dei molluschi bivalvi, per la loro vita e per la loro funzione costituiscono un elemento che raccoglie e concentra in sé la quintessenza vitale del mare, il quale, di per se stesso, è analogo al luogo della vita universale, che ha correlazione con il “mare della vita” individuale, presente nel “bacino” del corpo umano.

Fra le ostriche occidentali più importanti vi è la ostrica europea o ostrea edulis, che vive nel Mare Mediterraneo, e nella parte settentrionale del Mare Adriatico, ed è raccolta o allevata principalmente per scopi gastronomici, perché ha un sapore più delicato rispetto alle altre ostriche. L’ostrica portoghese, o crassostrea angulata, ha la conchiglia ovale e concava, a differenza dell’ostrica europea che presenta una conchiglia tondeggiante e piatta, inoltre presenta un sapore più intenso, perché è più ricca di sostanze vitali. L’ostrica portoghese filtra da sei a otto volte più plancton rispetto a tutti gli altri molluschi e supera anche le altre ostriche, perciò è quanto di più prezioso il mare possa contenere racchiuso in un solo organismo. Per la sua forza, consistenza, funzione e contenuto, l’ostrica portoghese può essere considerata come l’analogo di una ghiandola surrenale, nel suo mollusco è presente una serie estremamente ricca di sostanze vitali essenziali che rendono la polpa di ostrica l’integratore di nutrienti naturali più completo, nella forma più bilanciata e biodisponibile. Per questo motivo è utile in tutti i casi di deperimento, di carenza, di logorio, di perdita profonda di sostanze organiche causata dallo stress. In particolare la polpa d’ostrica è adatta al mantenimento delle ghiandole surrenali, ed è un potente ricostituente nel caso sia necessaria una loro rigenerazione.

Il mollusco dell’ostrica è trattato in modo tale da ottenere una finissima polvere, attraverso un processo di essiccazione a freddo, molto delicato, che permette di conservare al meglio tutte le proprietà del mollusco fresco. L’analisi media del contenuto della polvere di ostrica essiccata rileva l’eccezionale presenza, nelle percentuali più opportune, delle sostanze fondamentali per la vita, e per l’equilibrio funzionale dei sistemi nervoso, sessuale, neurovegetativo, osseo, e dunque per la costituzione vitale dell’uomo.37

Analisi di campione di polpa d’ostrica in polvere 

(lotto: 265/02/11/077) (percentuale dei componenti per 100g di sostanza) Acido Alfa Aminobutirrico N.D.
Acido Gamma Aminobutirrico 0.008
Acido aspartico 1.80
Acido glutammico 2.58
Alanina 1.27
arginino 1.47
Asparagina 0.41
costina 0.07
Fenilalanina 0.81
Glicine 1.27
Glutammina 0.06
Istidina 0.51
Isoleucina 0.92
Leucina 1.45
Lisina 1.54
Metionina 0.05
Ornitina 0.02
Prolina 0.83
Serina 0.87
Tiroxina 0.63
Treonina 0.90
Triptofano N.D.
Valina 1.11
Calcio (Ca) 0,036
Fosforo totale (P) 0.4
Sodio (Na) 0.44
Potassio (K) 0.51
Ferro (Fe) 0,042
Magnesio (Mg) 0,027
Manganese (Mn) 0,003
Arsenico (As) 0,0001
Rame (Cu) 0,0057
Zinco (Zn) 0,02
Cobalto (Co) 0,000012
Vitamina B1 (Tiamina) 0,00026
Vitamina B2 (Riboflavina) 0,0008
Vitamina B6 (Piridossina) 0,00022
Vitamina B5 (Acido Pantotenico) 0,0026
Vitamina B12 (Cianocobalamina) 0,00011
Vitamina PP (Niacina) 0,0086
Vitamina H (Biotina) 0,000047
Acido ascorbico 0,01
Microrganismi a 30°C 120 UFC/g
Coliformi a 30°C (totali) N.D.